Talis Mater

Le quattro stagioni ladine

NOTE

Le quattro stagioni sono un topos dell’arte: dalle celeberrime note di Vivaldi alle tele di Pieter Bruegel il Vecchio. Un tema universale che, in questo progetto, trova nuova voce nella sensibilità di Marco Rossitti — regista e professore universitario — e del montatore Giorgio Affanni, archeologo dei processi produttivi: entrambi dotati di una cultura sterminata.

Insieme hanno trasformato un riferimento classico in qualcosa di unico. Rossitti non mi ha chiesto un semplice sottofondo, ma una musica capace di essere protagonista, alla pari della fotografia. Il racconto visivo si sviluppa attorno a un maso alle pendici della Marmolada, in Val di Fassa: un luogo trasfigurato dai colori dell’inverno, della primavera, dell’estate e dell’autunno. A unire tutto è il respiro del vento, che scandisce la partitura per quartetto d’archi e corno inglese.

Nascono così Invern, Aisciuda, Istà e Uton: quattro quadri musicali, quattro stagioni ladine che cadenzano la vita di una figlia mentre perpetua i gesti antichi della madre, dando voce a un mondo contadino che, pur mutato, continua a vivere.

L’ispirazione è stata immediata, dettata dalla bellezza folgorante delle immagini. La colonna sonora ha preso forma in meno di due settimane e ci ha condotti fino a Yerevan, dove, insieme a un team straordinario, abbiamo registrato i brani con musicisti eccezionali, compiendo un pellegrinaggio ancestrale tra le nevi dell’Ararat e le guglie delle Dolomiti.

Le quattro stagioni sono un topos dell’arte: dalle celeberrime note di Vivaldi alle tele di Pieter Bruegel il Vecchio. Un tema universale che, in questo progetto, trova nuova voce nella sensibilità di Marco Rossitti — regista e professore universitario — e del montatore Giorgio Affanni, archeologo dei processi produttivi: entrambi dotati di una cultura sterminata.

Insieme hanno trasformato un riferimento classico in qualcosa di unico. Rossitti non mi ha chiesto un semplice sottofondo, ma una musica capace di essere protagonista, alla pari della fotografia. Il racconto visivo si sviluppa attorno a un maso alle pendici della Marmolada, in Val di Fassa: un luogo trasfigurato dai colori dell’inverno, della primavera, dell’estate e dell’autunno. A unire tutto è il respiro del vento, che scandisce la partitura per quartetto d’archi e corno inglese.

Nascono così Invern, Aisciuda, Istà e Uton: quattro quadri musicali, quattro stagioni ladine che cadenzano la vita di una figlia mentre perpetua i gesti antichi della madre, dando voce a un mondo contadino che, pur mutato, continua a vivere.

L’ispirazione è stata immediata, dettata dalla bellezza folgorante delle immagini. La colonna sonora ha preso forma in meno di due settimane e ci ha condotti fino a Yerevan, dove, insieme a un team straordinario, abbiamo registrato i brani con musicisti eccezionali, compiendo un pellegrinaggio ancestrale tra le nevi dell’Ararat e le guglie delle Dolomiti.

tipo

Colonna sonora

RUOLO

Compositore

ANNO

2025

ENSEMBLE

Colonna sonora del film Talis Mater. Le Stagioni di Assunta (2025) di Marco Rossitti

Musica: Nicola Segatta

Eseguita da:

  • Anush Nikoghosyan (violino solista)

  • Francesco Lovecchio (corno inglese)

  • Solisti della Armenian State Symphony Orchestra:

  • Karmen Tosunyan (violino)

  • Hayk Ter-Hovhannisyan (viola)

  • Mikayel Navasardyan (violoncello)

Registrazione: Artyom Naghdyan (Erevan, febbraio 2025)

Logistica: Mane Minasyan

Editing, mix e mastering: Giacomo Plotegher (IhMoSoundlab)