Senza A Christmas Carol, che Natale è?
Dal 2014 La Piccola Orchestra Lumière aspetta questo spettacolo come una sorpresa assicurata, come una scusa perfetta per ritrovarsi e festeggiare insieme. Puntuale come un calendario dell’Avvento, A Christmas Carol ritorna ogni anno in scena in una versione per 13 musicisti e voce recitante, di cui abbiamo ormai perso il conto delle repliche.
Durante i celebri mercatini di Natale di Trento — che attirano turisti da tutta Italia — è capitato di eseguirne anche tre al giorno, per diversi giorni consecutivi. Lo abbiamo portato in scena in luoghi prestigiosi, come la Sala della Fondazione Filarmonica di Trento o il Teatro Sociale, davanti a una platea e ai palchi dagli stucchi dorati, dove erano assiepate oltre seicento persone; ma anche in vere e proprie vetrine, stipati come manichini viventi in uno storico negozio del centro, forse bloccando per un attimo la viabilità della città e facendo tornare bambini i passanti infreddoliti.
Anno dopo anno, Marco Alotto ha assunto sempre più il physique du rôle: la metamorfosi è ormai reale. A forza di incontrare gli spiriti dei Natali passati, presenti e futuri, si sta trasformando davvero in uno Scrooge dal cuore buono. I musicisti, dal canto loro, ormai recitano a memoria interi passaggi del testo di Dickens, talvolta anche fuori stagione, come se quella storia parlasse di loro.
Con questo spettacolo ci siamo spinti anche nell’aria sottile della radio: A Christmas Carol è andato in onda in forma di radiodramma su RadioDolomiti, Radio Flash Torino, su emittenti italiane all’estero (Monaco di Baviera, Londra) e persino in versione francese sulla radio del dipartimento Nord–Pas-de-Calais, con la voce di Félix Verhaverbeke.
Una curiosità: la scrivania di Scrooge è la mia, e apparteneva ai miei trisavoli, genitori del mio triszio, il pittore Umberto Moggioli. La scenografia dello spettacolo è la mia stanza da letto da bambino: mio il letto, sotto cui mi nascondevo e su cui saltavo — come l’attore durante lo spettacolo — mio il comodino.
Due sogni nel cassetto? Se li spiffero si potranno avverare?
Pubblicare il radiodramma come audiolibro, legato a un libro illustrato per bambini, e registrare nuove versioni in inglese, tedesco, spagnolo…inuit, maori?
Senza A Christmas Carol, che Natale è?
Dal 2014 La Piccola Orchestra Lumière aspetta questo spettacolo come una sorpresa assicurata, come una scusa perfetta per ritrovarsi e festeggiare insieme. Puntuale come un calendario dell’Avvento, A Christmas Carol ritorna ogni anno in scena in una versione per 13 musicisti e voce recitante, di cui abbiamo ormai perso il conto delle repliche.
Durante i celebri mercatini di Natale di Trento — che attirano turisti da tutta Italia — è capitato di eseguirne anche tre al giorno, per diversi giorni consecutivi. Lo abbiamo portato in scena in luoghi prestigiosi, come la Sala della Fondazione Filarmonica di Trento o il Teatro Sociale, davanti a una platea e ai palchi dagli stucchi dorati, dove erano assiepate oltre seicento persone; ma anche in vere e proprie vetrine, stipati come manichini viventi in uno storico negozio del centro, forse bloccando per un attimo la viabilità della città e facendo tornare bambini i passanti infreddoliti.
Anno dopo anno, Marco Alotto ha assunto sempre più il physique du rôle: la metamorfosi è ormai reale. A forza di incontrare gli spiriti dei Natali passati, presenti e futuri, si sta trasformando davvero in uno Scrooge dal cuore buono. I musicisti, dal canto loro, ormai recitano a memoria interi passaggi del testo di Dickens, talvolta anche fuori stagione, come se quella storia parlasse di loro.
Con questo spettacolo ci siamo spinti anche nell’aria sottile della radio: A Christmas Carol è andato in onda in forma di radiodramma su RadioDolomiti, Radio Flash Torino, su emittenti italiane all’estero (Monaco di Baviera, Londra) e persino in versione francese sulla radio del dipartimento Nord–Pas-de-Calais, con la voce di Félix Verhaverbeke.
Una curiosità: la scrivania di Scrooge è la mia, e apparteneva ai miei trisavoli, genitori del mio triszio, il pittore Umberto Moggioli. La scenografia dello spettacolo è la mia stanza da letto da bambino: mio il letto, sotto cui mi nascondevo e su cui saltavo — come l’attore durante lo spettacolo — mio il comodino.
Due sogni nel cassetto? Se li spiffero si potranno avverare?
Pubblicare il radiodramma come audiolibro, legato a un libro illustrato per bambini, e registrare nuove versioni in inglese, tedesco, spagnolo…inuit, maori?
musica di Nicola Segatta
voce recitante Marco Alotto
La Piccola Orchestra Lumière